Medvedev, dal numero 1 sfumato all’infortunio: un 2022 partito in salita

La sconfitta nella finale di Melbourne ha colpito mentalmente e fisicamente il russo che ha mancato l’assalto al trono di Djokovic. Ora salterà la terra per un’operazione di ernia. Si rimetterà in pista?

Dieci punti, 8420 a 8410. Un distacco veramente irrisorio, quello che separa Daniil Medvedev dalla vetta di Novak Djokovic, ma che fotografa perfettamente strano e assurdo inizio di 2022 del tennista russo. Erano, dovevano essere i suoi mesi, soprattutto perché il suo avversario più minaccioso sul cemento, Djokovic appunto, praticamente non ha giocato, visti i ben noti problemi dovuti al vaccino Covid e relative esenzioni. Doveva vincere tutto, dall’Australian Open ai tornei americani. Doveva dominare. Niente di tutto questo. E ora l’infortunio (ernia) che lo farà stare fermo forse per 2 mesi.

Senza energie

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L’ultima sconfitta prima dell’infortunio ai quarti di finale di Miami, contro il sempre buon Hubert Hurkacz. Per tornare n.1 del mondo, dopo la parentesi di due settimane tra febbraio e marzo, Medvedev doveva arrivare in semifinale, dunque gli era necessario, indispensabile, battere il polacco. Niente da fare. Il russo ha offerto una prestazione nemmeno troppo negativa, ma scialba. E gli succede da un pò. Vince, certo, ma il suo tennis è lontano anni luce da quello, straordinario, che aveva fatto vedere tra la fine del 2020 e il 2021, quando coronò il tutto battendo Djokovic nella finale dello Us Open. Sembrava l’inizio di qualcosa di grande, magari non di un dominio, ma certamente era una promessa ben più pesante di quella di Dominic Thiem, sparito dopo aver vinto, a sua volta, lo slam statunitense del 2020. A Miami, contro Hurkacz, a Medvedev è successa tra l’altro la stessa cosa capitatagli lo scorso anno contro Popyrin, ovvero è stato colpito dai crampi. Un problema che ancora il russo non è riuscito a risolvere del tutto, quello della “debolezza muscolare”, dovuta sia al tipo di gioco e probabilmente anche dal fisico. “Improvvisamente ogni muscolo del mio corpo ha avuto crampi, crampi, crampi. Sembravo un pesce sul divano”, ha provato a sdrammatizzare il n.2 in conferenza.

L’operazione

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Poi la notizia dell’infortunio. Certamente ci sono due fattori che pesano in questo momento negativo del russo, infortunio a parte. Il primo, ovvio, la guerra. Quanto sta accadendo in Ucraina non può non condizionare lui, gli altri tennisti russi e ovviamente quelli ucraini. Soprattutto Medvedev è uno molto, molto legato al suo Paese, tanto che la residenza è a Mosca, essendosi rifiutato di fare come altri atleti e trasferirsi a Monte Carlo o in altri paradisi fiscali, a dimostrazione dell’attaccamento alle sue radici. Ha più volte dichiarato di essere a favore della pace, ma agli occhi del mondo non ha preso una posizione netta contro la guerra, tanto che addirittura, nelle scorse settimane, il governo inglese ha chiesto se non sarebbe il caso di non far partecipare a Wimbledon lui e gli altri tennisti russi. “Non è facile in questi giorni girare per gli spogliatoi. Con i miei amici in Russia e con la mia famiglia parliamo spesso di politica e come accade ovunque, ognuno ha la sua opinione. Io cerco di non addentrarmi troppo e, anche se in campo faccio il duro, cerco sempre di rispettare le opinioni di tutti. Ogni paese nella sua storia ha vissuto diversi momenti, compiuto il suo percorso, con le sue radici – ha detto Medvedev -. Sarò in grado di rispondere alla domanda alla tua domanda, magari fra 20, 10, 5 anni. Ora non ho risposta. Il mio messaggio è sempre lo stesso: voglio la pace in tutto il mondo e in tutti i Paesi. Penso che tutti i tennisti vi diranno lo stesso”. Non sufficiente secondo molti, visto che dalle sue parole non è mai apparsa una pubblica condanna per Putin. Il secondo fattore, più sportivo, è la finale persa agli Australian Open contro Nadal da due set a zero sopra. Era una partita finita, lo sa benissimo pure lui. Al netto dell’intelligenza tattica di Rafa, della sua capacità di lottare, una sconfitta del genere pesa. Lo sa bene Tsitsipas, che ancora non sembra essersi ripreso dalla finale contro Djokovic a Parigi, quando gli capitò la stessa cosa.

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Medvedev, dal numero 1 sfumato all’infortunio: un 2022 partito in salita

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