Tre squilli piegano lo Spezia: l’Inter va con il minimo sforzo e resta in scia al Milan

Inzaghi non fa turnover, i suoi soffrono all’inizio dei due tempi ma piazzano i colpi vincenti al momento giusto con Brozovic, Lautaro e Sanchez

L’Inter non sbaglia la prova del nove (punti) e a La Spezia infila la terza vittoria di fila, rimanendo in scia al Milan, che in serata ha battuto il Genoa. Decidono Brozovic (al primo centro in campionato) e Lautaro, che in trasferta in A non segnava dal 17 dicembre (Salerno). Maggiore segna un gran gol nel finale, ma Sanchez la mette in ghiaccio nel recupero. Prestazione non brillantissima dei nerazzurri – complice anche l’orgoglio dei liguri -, ma in controllo per un successo pesantissimo anche in vista del derby di Coppa, martedì sera.

Primo tempo

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Thiago Motta in attacco preferisce l’ex Manaj a Nzola. Alle sue spalle il trio Gyasi, Kovalenko e Bastoni, con Kiwior e Maggiore in mediana. Dall’altra parte, altro che turnover. Inzaghi non si fida e insiste su Dumfries, Perisic e Dzeko, al fianco di Correa. Partono quindi dalla panchina Darmian, Gosens e Lautaro. L’inizio dei nerazzurri però è un po’ pigro e sottoritmo, con alcuni errori nei passaggi e un’amnesia difensiva (Perisic sul filtrante di Maggiore) che costringe Handanovic all’uscita su Gyasi. Anche gli esterni sono troppo bassi, complice anche il pressing dei liguri, che lavorano bene con la doppia cerniera sulle fasce e non pagano l’uomo in meno in mezzo al campo. Le uniche conclusioni per gli ospiti arrivano da fuori con Calhanoglu, tra il 20′ e la mezzora. Il vantaggio arriva improvviso al 31′ con l’uomo più importante di Inzaghi: Brozovic. Il croato dalla trequarti lancia in area per D’Ambrosio e sfrutta la dormita di Maggiore per chiudere un lunghissimo triangolo con un gran sinistro che termina nel sette. Subito dopo Motta perde anche Reca, sostituito da Ferrer, e rischia sulla fiammata centrale di Perisic che innesca in area Correa, murato però due volte da Erlic. L’Inter all’intervallo può addirittura rammaricarsi perché nel recupero Dumfries e poi Dzeko non sfruttano a dovere due ripartenze.

Secondo tempo

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A inizio ripresa Motta gioca la carta Agudelo per uno spento Kovalenko e dopo pochi secondi il colombiano prende il tempo a Brozovic, va sul fondo e solo un grande intervento di Skriniar impedisce a Manaj di pareggiare. Erlic poi ci va vicino di testa, a conferma che l’Inter di nuovo ha approcciato male l’inizio di tempo. Vero che Perisic (sinistro sbilenco) scippa a Dzeko il raddoppio dopo un’ottima azione di prima, ma altre due occasioni dei liguri confermano che il match è cambiato, con lo Spezia che osa di più, ma concede spazi. Allo scoccare dell’ora di gioco Inzaghi piazza il doppio cambio, con Lautaro e Sanchez che rilevano Correa e Dzeko. Thiago risponde con Nzola e Verde per Manaj e Bastoni. L’ingresso di forze fresche crea paradossalmente un effetto bonaccia e nella parte centrale del parziale del parziale il ritmo è da subbuteo. Con tanto di sketch di Nzola, entrato in campo con un piercing all’orecchio coperto da un cerotto che non piace a Maresca e a bordo campo per un’eternità senza riuscire a toglierlo, finché un furibondo Motta lo cambia con Antiste. Al 69′ Perisic pennella per Dumfries, che però sul secondo palo di controbalzo manda in curva da ottima posizione. Lautaro in compenso è frizzante e al terzo tentativo prende il tempo a Erlic e trova l’esterno vincente sul cross del solito Perisic. Nel finale c’è spazio per far riposare Calha e Dumfries con Vidal e Darmian. L’Inter sembra gestire ma all’88’ su un cross di Ferrer, Maggiore ha il tempo di controllare dal limite e piazzare un interno destro nell’angolino. Qualche minuto di apprensione, ma al 94′ Lautaro regala a Sanchez il babà del 3-1.

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Tre squilli piegano lo Spezia: l’Inter va con il minimo sforzo e resta in scia al Milan

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