Vlahovic prima doppietta, con vista su Firenze: “Questi tre punti pesano tanto”

A Empoli, dove aveva già segnato tre mesi fa, ha ritrovato con gli interessi il gol che gli era mancato nelle ultime due gare di campionato, coincise con due pareggi: “Scudetto? Noi andiamo avanti una partita per volta, poi alla fine succede quello che succede”. E mercoledì torna al Franchi: “Quante sensazioni contrastanti…”

La prima doppietta bianconera di Dusan Vlahovic, quattro settimane e un giorno dopo il suo matrimonio con la Signora, arriva al suo primo ritorno in Toscana, patria adottiva del serbo dopo tre anni a Firenze, e a pochi giorni dal ritorno al Franchi vero e proprio, mercoledì per l’andata della semifinale di Coppa Italia: “Non so cosa dire, le sensazioni sono un po’ mischiate, andiamo lì e giochiamo una partita di calcio”, dice visibilmente emozionato DV7, non riuscendo a caldo a fine partita a processare le sensazioni che gli darà ritrovare la Fiorentina da avversario. Li ringrazio per tutto, ho vissuto bellissimi anni a Firenze, sarà sempre parte di me”. Ma la sua prima doppietta arriva anche su un campo, Empoli, dove aveva giocato e segnato tre mesi fa esatti in maglia viola: gol del vantaggio al 57’, poi la rimonta beffa subita negli ultimi tre minuti valse una sconfitta nel derby. Stavolta per essere sicuro di gol ne ha fatti due, e meglio per lui, perché il secondo gol l’Empoli l’aveva trovato anche stavolta.

Le frasi

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Quel giorno al Castellani, era il 27 novembre, è stato anche quello dell’ultima sconfitta della Juve: tre mesi dopo, la partita numero 13 della striscia positiva porta la firma del serbo: “Un singolo non può mai venire fuori senza squadra, è tutto merito della squadra. Se siamo compatti e uniti tutti insieme possiamo ottenere grandi risultati”, dice Vlahovic a fine partita ai microfoni di Dazn. “Questi tre punti sicuramente pesano tanto perché veniamo dai due pareggi ed era importantissimo vincere oggi. Alla fine ci siamo riusciti, siamo contenti e testa alla prossima partita”. E a nominargli l’obiettivo scudetto non conferma né smentisce: “Noi andiamo avanti una partita per volta, poi alla fine succede quello che succede”. Quarto gol in sei partite tra campionato e coppe, quattro e mezzo contando il 2-1 col Sassuolo in cui il nome sul tabellino non è il suo, ma anche la capacità di uscire con stile da un paio di partite, l’Atalanta e soprattutto il Toro, in cui per motivi diversi aveva trovato i primi veri scogli: “Non ero abituato a tutto questo come ha detto il mister, ma con la testa giusta, la calma, il lavoro, la determinazione e la concentrazione si può fare tutto. Dai compagni al mister e alla società, nella Juve mi stanno aiutando tutti, li ringrazio e spero che continueremo così”.

I ripiegamenti

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Così in una giornata che resterà una pietra miliare in termini realizzativi – la sua prima doppietta – l’esultanza che resta più negli occhi è quella nel finale, a difesa del pallone sulla fascia laterale davanti alla panchina di Allegri, come fosse stato il suo terzo gol. È l’immagine più iconica ma non l’unica della voglia con cui ha interpretato anche a Empoli la sua nuova vita juventina, più di una volta il primo a rientrare per dare una mano in fase di non possesso quando la squadra rischiava di farsi trovare sbilanciata, lasciandosi alle spalle compagni di reparti più arretrati che pure per tornare a dare una mano ci mettono molta meno foga (eufemismo). E poi è stata la serata di un Vlahovic nuovo anche nel modo in cui è stato impiegato.

Centro-boa

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Se col Villarreal aveva colpito vedergli toccare solo 15 palloni, di cui solamente quattro oltre la metà campo, a Empoli la Juve lo ha sfruttato diversamente, non chiamandolo a venire incontro ma tenendolo nel cuore (o un po’ più vicino al cuore) della difesa avversaria, come punto fermo a cui appoggiarsi per far salire la squadra ripulendo un po’ la palla. O meglio, bersaglio da colpire coi passaggi da dietro, anche da Szczesny saltando una costruzione non facilissima, per poi giocarsela sulla seconda palla. Non ha sempre funzionato, per responsabilità di cosa è stato in grado di fare chi veniva a rimorchio, e su questo ci sarà da lavorare, ma sicuramente è servito a coinvolgere di più e meglio Vlahovic, invece di lasciarlo abbandonato 30 metri più avanti degli altri: “Oggi si è mosso di più, non è rimasto solamente centrale e questo è stato un vantaggio importante per lui e per noi”, lo ha spiegato Allegri: “È un giocatore caratteriale, oltre che tecnico, che non avevamo come caratteristiche all’interno della squadra. Ha voglia di vincere, è uno che lotta e soprattutto ha voglia di imparare molto, credo che abbia degli ampi margini di miglioramento”. E si parte già discretamente in alto. 

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Vlahovic prima doppietta, con vista su Firenze: “Questi tre punti pesano tanto”

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