A-1 femminile, Conegliano non fa sconti e continua a risalire

L’imoco conquista l’intera posta a Trento. Vittorie di peso anche per Busto e Novara

Trentino-Conegliano 0-3 (19-25, 18-25, 16-25) Non sbaglia l’Imoco Conegliano che sbanca in tre set a senso unico il campo di Trento, approfittando così per quel che concerne la lotta al vertice del ko di Monza a Casalmaggiore. Rosicchiato un punticino e venete ora a meno 5 dalla vetta, mentre le dolomitiche di casa restano invischiate nella piena lotta per evitare l’ultimo posto e la retrocessione in A-2. Accanto alla solita Egonu, best scorer con 15 punti, buona prova anche per la centrale Vuchkova (9 punti) schierata in campo dal primo scambio lasciando in panchina l’ex Folie. In avvio Bertini opta ancora per Rucli al centro con Furlan lasciando Berti in panchina.

Già nel primo set le venete riescono ad imporre il proprio ritmo al match (6-10), Wolosz spesso e volentieri si trova a giocare con palla in mano e questo vuol dire che Conegliano può sfruttare al massimo il suo potenziale. Sylla mette a terra il 15-20, nel finale le venete non regalano nulla e vanno a chiudere i giochi nonostante l’ace di Rivero ed il muro di Piani che provano almeno a tenere vivo il rush finale del parziale.

Nel secondo set si inizia nei binari dell’equilibrio (5-5), ma il primo break gialloblù arriva già sull’8-11 con la firma di Sylla. Bertini ferma il gioco quando il punteggio è di 10-14, Botarelli mura Courtney tenendo viva la fiammella della speranza sul 13-17. Ma è solo un fuoco fatuo, perché proprio Courtney sigla il 16-22 che accende il colpo di reni finale delle venete.

Nel terzo è equilibrio fino al 12 pari, poi ancora la maggior efficacia su palla alta delle ospiti permette di scappar via (13-19). Vuchkova mura Piani per il 13-20, ormai è partito il conto alla rovescia per veder scorrere i titoli di coda su questo incontro.

Busto Arsizio-Bergamo 3-1 (23-25, 25-23, 25-21, 25-17) Va alla Unet e-work Busto Arsizio il derby lombardo con il Volley Bergamo 1991: la formazione di coach Musso – trascinata dai 33 punti della top scorer Mingardi – si impone in quattro combattuti set sulle orobiche di Micoli che, pur vendendo cara la pelle, devono incassare la terza sconfitta esterna settimanale. Preceduta dalla passerella in maschera delle baby atlete delle giovanili biancorosse, giusto corollario alle note di “imagine all the people, livin’ life in peace”, la gara si apre nel segno delle bergamasche (0-5), con May e Butigan regolarmente in campo e subito protagoniste. Mingardi guida la riscossa delle bustocche toccando la doppia cifra, ma nel finale punto a punto, in cui Loda e Lanier (6 punti) hanno la mano calda, è un’invasione delle padrone di casa a sancire il 23-25 in 26’.

In un’Arena e-Work con qualche vuoto di troppo, con i bandieroni della Nobiltà Rossoblù a contrastare l’onda rossa degli Amici delle Farfalle (”Stop War”), la reazione di Busto (bene Olivotto a muro) non si fa attendere, ma il finale è ancora punto a punto: stavolta però sono Stevanovic e Mingardi (ace) a griffare il 25-23 in 26’, con cui la Unet pareggia i conti su un’agguerrita Bergamo, guidata sempre da Lanier, ma con May e Cagnin a dar manforte. Davanti all’ex Marcon (in tribuna) il terzo set si conferma altrettanto combattuto, ma nelle battute finali due errori a servizio di Bergamo e un muro di Poulter spianano la strada al sorpasso delle farfalle: nel 25-21 in 25’ spiccano (oltre alle solite mattatrici Mingardi e Lanier) anche i 5 punti di Gray. A chiudere un match all’insegna di quattro ex, tutte peraltro dalla parte di Busto (Battista, Olivotto, Mingardi e Bosetti), nella quarta frazione è il turno di servizio di Olivotto che di fatto spezza la resistenza delle indomite rossoblù, sconfitte 25-17 in 25’, ma uscite a testa alta, anche per il messaggio di pace “No War” riportato da tutte le giocatrici di Micoli sull’avambraccio.

Roma-Novara 1-3 (25-22, 18-25, 21-25, 19-25) Novara continua la striscia positiva vincendo al PalaEur di Roma contro un’Acqua & Sapone che ha tenuto alto l’onore e ha dato ottimi segnali dal punto di vista del gioco. Le due squadre partono fortissimo e si affrontano senza esclusione di colpi. Roma appare determinata e concentrata, riesce sin da subito a tenere testa alle piemontesi. Klimets (5 punti) e Stigrot (6) impegnano la difesa ospite e si arriva al 15-14 per le capitoline. Le padrone di casa riescono anche ad allungare, portandosi sul 17-15, ma Novara ritrova il pareggio, grazie alle fiondate in battuta di Hancock e agli attacchi di Karakurt. Le giallorosse tengono il pallino e, con una serie di ottime giocate in attacco, riescono a portarsi sul 23-20. Le ospiti si riaffacciano pericolosamente (23-22), ma le lupe chiudono 25-22.

Nella seconda frazione le squadre ripartono appaiate, combattendo punto su punto. Sono poi le piemontesi a portarsi avanti sul 6-10. Le ragazze di capitan Stigrot non mollano e agguantano il pareggio (14-14) sostenute incessantemente dalla propria tifoseria. Novara riesce poi a riportarsi in vantaggio ed a consolidarlo (14-21) grazie soprattutto a Daalderop, Washington e ad alcuni errori di troppo delle giallorosse. Il parziale termina 18-25 per le ospiti. Si riparte, punto su punto, con le wolves che restano aggrappate all’avversario con coraggio e determinazione. Le piemontesi riescono a prendere un discreto margine (12-16) e viene chiamato il time-out da Mafrici. Continua la massiccia offensiva di Novara e le capitoline sembrano aver perso lo smalto iniziale (13-19). Chirichella appare più precisa e Hancock in battuta è sicuramente un’arma in più. Altro time-out chiamato da Roma, le ragazze reagiscono, ma è ormai troppo il vantaggio accumulato dalle ospiti (21-25) Nel quarto set Novara riesce a far valere la propria superiorità tecnica, nonostante il cuore e la perseveranza delle padrone di casa, che le consente di portare a casa il parziale (19-25). La prossima sfida sarà decisiva per Roma in chiave salvezza, affronterà Cuneo nel recupero del 2 marzo.

Vallefoglia-Firenze 1-3 (25-23, 26-28, 22-25, 13-25) Sconfitta a domicilio per la Megabox, che cede al Bisonte al termine di un match combattutissimo per tre set. Poi le locali cedono di schianto e Firenze passa con merito. Senza capitan Kosheleva (si opera domani a Roma), assenza pesantissima, out per tutta la stagione per la rottura del crociato, la squadra di Bonafede ritrova Newcombe e Alanko. Sulle braccia delle giocatrici delle due squadre si nota la scritta “no war” e sulle note di Imagine il pensiero va in Ucraina. Carcaces, nuova capitana, è subito in palla. E’ 5-5, 11-12, il punteggio è in altalena. Firenze prova ad allungare sul 13-16, le locali sono in confusione, ma si riprendono con un contro-strappo: 17-16 con super Carcaces. Newcombe trova il 24-22, la cubana atterra la seconda palla set (25-23).

Secondo set: 1-4, 6-9, 7-12 con una Nwakalor ispirata, Firenze gioca meglio. Bonafede prova Kosareva e Alanko, dal 9-15 si passa al 13-15 e 15-16. Firenze conduce 18-21 e si porta sul 21-24. La Megabox con una eccellente Jack-Kisal accorcia le distanze (23-24) e guadagna i vantaggi. Il Bisonte chiude 26-28 dopo aver annullato una palla set alle avversarie. Terzo parziale: 3-1, 6-3, 11-11, l’equilibrio non si rompe mai. Dal 17-15 si arriva al 18-20, poi 21 pari. Nwakalor conquista il primo punto della serata convertendo la palla del 22-25. Il quarto set non è diverso dai precedenti: 3-3, 5-5, poi 5-9. Terry è in palla e Firenze prende il largo sul 6-12, Vallefoglia non si arrende (9-12), ma poi è c’è un nuovo tentativo di fuga (9-14). Non c’è più partita, le toscane volano con le giocate della Mvp Cambi e finisce 13-25. Vallfoglia non ne ha più.

Scandicci-Perugia 3-2 (25-22, 25-23, 23-25, 20-25, 15-9) Scandicci vince, ma che fatica per superare Perugia che torna a casa con un punticino in saccoccia quasi insperato per come si era messo il match. Finisce 3-2 questa partita per le toscane che però si sono ritrovate in vantaggio 2-0 prima di far rientrare in gara le avversarie. Probabilmente il fatto di aver giocato giovedì in Challenge Cup in Turchia ha influito sulla prestazione della squadra di Barbolini. Come detto, la partenza è tutta di marca Savino Del Bene.

Nel primo set le scandiccesi vanno avanti sul 16-10 e sembrano amministrare il gioco. Perugia tenta il rientro e arriva fino al 16-15, prima di subire un nuovo break da parte delle avversarie. Antropova non è la solita macina punti ammirata in questa stagione, ma al centro, la Savino passa spesso e bene. A chiudere la frazione è però Malinov con un muro su Guerra che vale il 25-22. Nel secondo set partono meglio le ospiti. Barbolini chiama il primo time out con la sua squadra sotto per 10-6. Antropova sale di giri e fa 7 punti in questa seconda frazione. Guerra risponde dall’altra parte, ma non basta per riportare in parità le sorti dell’incontro, anzi. Scandicci riassorbe lo svantaggio e Havelkova mette fuori un pallonetto spinto, regalando il 25-23 alle avversarie. Partita chiusa? Sul 2-0 per la Savino Del Bene, i tifosi di casa pensano veramente che sia così, in realtà succede proprio l’esatto opposto. La Bartoccini Fortinfissi non ci sta a perdere 3-0 e gioca in modo determinato praticamente ogni pallone. Guerra è protagonista della sfida, bene anche Bauer, ma è la giocatrice che non ti aspetti a mettere a segno la zampata giusta: Galkowska entrata al posto di Diop prolunga la sfida, portandola al quarto set. Per Scandicci è un colpo difficile da assorbire, mentre Perugia vola ora sulle ali dell’entusiasmo. In un battibaleno la squadra allenata da Cristofani va sul 10-3 e poi mantiene il controllo del match sospinta da una macchina realizza punti chiamata Guerra. L’approdo al tie break è naturale. Ma nel quinto set la compagine di casa si ritrova e soprattutto ritrova giochi e punti. Punti che le consentono di chiudere con un’affermazione per 3-2 che vuol dire anche accorciare le distanze su Monza che, verosimilmente, terminata la girandola dei recuperi, sarà l’avversaria diretta delle scandiccesi per la conquista del terzo posto. Perugia invece abbandona l’ultimo posto in classifica e si ritrova a pari punti con Trento. Una lotta delicatissima per la salvezza che vede coinvolte quattro squadre. Da segnalare il fatto che nel corso dell’ultimo punto, Alberti ha riportato verosimilmente una distorsione alla caviglia dopo essere ricaduta sul piede di Melandri.

Cuneo-Chieri 3-2 (25-18, 22-25, 25-20, 21-25, 16-14) Il derby piemontese va a Cuneo perché capace di non mollare nel momento più importante del match: gli ultimi punti del tie break e vince chi sembrava già aver raggiunto le docce prima del tempo. Da rilevare il “no war” dichiarato della Kuznetsova (migliore in campo), nativa di Mosca: ha un cuore disegnato sulla guancia, metà con la bandiera ucraina, metà con quella russa. Due punti per la Bosca, uno per Chieri e 1 pari tra le piemontesi nella stagione regolare. Dopo tre sconfitte consecutive Cuneo trova la vittoria che dà fiducia per i prossimi due match in trasferta. Subito scintille tra le due squadre e il set si sviluppa punto a punto, nessuno molla di un centimetro. Il primo ace è di Squarcini (5-4), poi il secondo tocco della Bosio segna il riaggancio, ace “sporco” di Cazaute (7-8) e Degradi mani out per il 9 pari. Bella l’alzata indietro della Signorile per il 10 pari siglato da Gicquel che chiuderà il set con 7 punti e 67% in attacco). Il primo cambio è per Chieri: entra Perinelli ed esce Frantti. È anche il primo time out per Chieri, sull’allungo di Cuneo: 13-10. Coach Bregoli parla e Chieri riprende subito le cuneesi: 14 pari. Troppi gli errori al servizio per le “gatte”: 6. Degradi suona la carica (19-16 e 20-16) e Chieri è di nuovo costretta al time out. Errori di Chieri in attacco e Cuneo va avanti con il 53% in attacco: 22-17. Muro Cuneo (24-18) e Cazaute spara fuori: 25-17. Chieri torna in campo agguerrita e parte forte (3-6). Coach Pistola inserisce prima Giovannini e poi Kuznetsova (per Degradi e Jasper), ma la tendenza è per la Fenera: 8-13. Bella le difese di Spirito e Gicquel conclude due volte: 11-14. Cuneo si avvicina (13-15), ma commette anche errori (14-18), mentre Groblena macina punti (8 nel set con il 58%). Cuneo ci prova (19-21, 22-23 punto contestato da Chieri) mentre entra Zanette per alzare il muro. Chieri non demorde: Kuznetsova sbaglia in ricezione e si chiude il set 22-25 per le ospiti. Nel terzo parziale Pistola lascia in campo Kuznetsova e inserisce di nuovo Jasper. Funziona: 6-5 (ace della schiacciatrice russa) e 9-6 (ace Squarcini). L’attacco cuneese fa male: Gicquel (6 punti), Stufi e Kuznetsova in sequenza (14-8). La Bosca non molla, Chieri cerca di recuperare con Grobelna(20-12, 20-15), entra la Degradi e Cuneo vola di nuovo: 23-18. Chiude Kuznetsova (7 punti, 58%): 25-20 e 2-1 per Cuneo. Terzo set con Chieri che batte sulla Kuznetsova (in difficoltà), ma la russa risponde bene in attacco. Ace di Villani (3-6) e Fenera (Weitzel in campo) che prende tutto in difesa. Sul 7-12 cambio di opposto per Cuneo: entra Zanette per Gicquel. Chieri bene al centro con Mazzaro (8-14), la Bosca soffre, ma ha la forza di rimontare: 16-16 (parziale di 8-2). Chieri allunga col muro (16-18) e non molla: 17-20. Villani per il 20-24, pipe di Gicquel (21-24), ma è Mazzatro a chiudere (21-25) e si va al tie break. Nel quarto set Grobelna e Villani segnano 12 punti in due, 4-2 i muri per Chieri. Quinto set in salita per la Bosca: incertezze in ricezione e 1-4 per Fenera. Pistola cambia le bande: dentro Giovannini e Degradi, Gicquel per il 3-5. Cazaute, Grobelna e Villani portano sul 5-8, Cuneo non vuol mollare: 8-10, 10-12. Servizio in rete per Squarcini (10-13), poi Cuneo recupera, invasione della ex Bosio (14 pari). Kuznetsova 15-14, Villani out (16-14) ed è festa per Cuneo. Migliore in campo è considerata dal palasport la Gicquel.

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A-1 femminile, Conegliano non fa sconti e continua a risalire

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