Il ritorno di Juantorena dopo 107 giorni di stop: “Ce la vogliamo giocare”

L’ultima gara con Civitanova a novembre poi un lungo infortunio. “Finora ho visto una Perugia fortissima”

Davide Romani

Venti trofei vinti con club italiani. Prima Trento e poi Civitanova. È vero, la grandezza di un giocatore non si misura solo dai titoli conquistati, ma i numeri spesso aiutano a spiegare la differenza tra un campione e un buon giocatore. Osmany Juantorena rientra sicuramente nella prima categoria. Dal 2009 a oggi, con una breve parentesi turca, lo schiacciatore cubano naturalizzato italiano ha segnato un epoca a suon di successi. Ora a 36 anni è alle prese con un infortunio, lesione al grande rotondo (muscolo della spalla destra) di secondo grado. che lo ha costretto ai box da inizio novembre.

Una lunga assenza, ma ora il peggio è passato, il ritorno almeno in panchina è vicino.

«Dopo 4 mesi ho ripreso a schiacciare. In 10-15 giorni potrò tornare disponibile».

Come ha vissuto questa lunga inattività?

«È stato un periodo non facile per me e per la squadra. La diagnosi sbagliata dell’infortunio ha pesato. Ho avuto una lesione muscolare di 2 centimetri. Il primo infortunio lungo della mia carriera. In passato mi ero fermato per un problema al ginocchio quando giocavo in Turchia e per un problema al tendine negli anni scorsi. Ma 4 mesi di stop non mi erano mai capitati».

Il 10 novembre è il giorno dell’ultimo match giocato a Monza. Sono passati 107 giorni…

«Vedo la luce in fondo al tunnel. All’orizzonte ci sono i playoff scudetto e la cosa mi carica, anche se non sarà facile tornare al top perché non c’è tempo per ritrovare la forma migliore».

C’è una data per il suo ritorno in campo?

«Potrebbe avvenire il 5 marzo a Modena per il recupero di campionato o l’8 per la sfida di Champions League, l’andata dei quarti contro i polacchi dello Jastrzebski. Comunque già da questo weekend tornerò con la squadra, andrò a Taranto».

In questo periodo ha potuto osservare da fuori le avversarie. Perugia davanti a tutti?

«Gli umbri sono la squadra da battere, giocano bene hanno una “panchina” molto lunga e di livello. Modena va a sprazzi, ma penso che per i playoff troveranno la quadra perché hanno tutti atleti che la post season la sanno giocare e vincere. Trento sinceramente non me l’aspettavo a questi livelli, con il modulo a tre schiacciatori. Invece mi devo ricredere. Hanno vinto la Supercoppa, se la stanno giocando per il 3° posto e sono ai quarti di Champions League».

«Piacenza e Modena hanno dimostrato nei quarti di Coppa Italia che possono dare fastidio. Ma un conto è la partita singola, un altro è la serie playoff».

In passato ha dichiarato che in futuro le piacerebbe fare l’agente. In questa Superlega quali giocatori giovanni l’hanno colpita di più?

«Lavia e Michieletto sono ormai due belle certezze per il loro club ma anche per la Nazionale. Guardando a Civitanova Yant è cresciuto tanto. Spostando lo sguardo su altri mi piace Porro che in un ruolo non facile per un giovane come quello del palleggiatore sta crescendo molto. E poi due liberi: Federici di Monza e Laurenzano di Taranto. Ho visto anche la finale di Coppa Italia di A-2 e non è male Held di Reggio Emilia. Se e quando inizierò a fare il procuratore girerò di più per avere un quadro della situazione più completo».

Coppa Italia che non vedrà Civitanova in Final Four…

«È la mia prima volta da quando gioco in Italia che salto le Final Four di Coppa Italia. La finale sarà un discorso tra Perugia e Trento».

Lube che ha nel mirino due obiettivi, campionato e Champions League. È soddisfatto del sorteggio europeo?

«Sinceramente mi ero convinto che avremmo preso Perugia e invece ci è capitata una squadra polacca. Il tabellone è tosto ma il sorteggio poteva andare peggio. Dovremo affrontare la gara d’andata con la massima concentrazione, l’anno scorso abbiamo imparato che sbagliare la gara in casa può essere un problema poi irrisolvibile (Civitanova nei quarti perse in casa con lo Zaksa 3-1 e al ritorno dopo essersi imposta 3-0 perse al golden set, ndr). Certo pensare alle competizioni europee in un momento di tensione come questo non è facile. Sono molto dispiaciuto per quello che sta succedendo tra Ucraina e Russia e spero si trovi una soluzione in tempi brevi».

Dovendo scegliere: scudetto o Champions?

«Questo è l’anno di Perugia, riuscire a superare gli umbri in una serie playoff è molto complicato per la profondità di squadra che hanno. Diverso il discorso sulla gara secca: magari li è più aperto il pronostico. E comunque a questo punto per arrivare a giocarsi qualsiasi titolo contro di loro bisogna fare i conti con Trento e Modena (possibili avversarie in una eventuale semifinale playoff scudetto, ndr)».

Finale di stagione che potrà vedere il 60% di pubblico nei palasport?

«Sono molto contento, ma sono convinto che si possa crescere ancora con la capienza e arrivare fino al 90%».

In questi mesi ha potuto dedicarsi alla famiglia…

. «Vittoria, la figlia più grande, ha iniziato a giocare a pallavolo. Le piace, la passione crescere e inizia a fare tante domande sul gioco, sulle squadre. Un po’ mi spaventa, ma sarò il primo a supportarla e ad aiutarla a crescere. Il cognome non dovrà pesare».

E per il futuro ci sono novità?

«Ora la mia testa è concentrata sul fare bene in questo finale di stagione con la Lube Civitanova. Poi vedremo. Ho un’offerta dallo Skra Belchatow in Polonia e poi mi hanno cercato due club di Superlega. Vedremo…».

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Il ritorno di Juantorena dopo 107 giorni di stop: “Ce la vogliamo giocare”

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