Zelensky a Putin: “Parliamoci per fermare la guerra”. Ci sarà un terzo round di colloqui

AGI – Cominciato il secondo round di colloqui tra russi e ucraini nella più antica riserva naturale d’Europa, Belovezhskaya Pushcha. La foresta è la stessa dove nel 1991 furono firmati gli accordi di Belovezh, il trattato, noto anche come Accordo di Minsk, che portò alla fine dell’Unione Sovietica: lo firmarono l’8 dicembre 1991 il presidente russo Boris Eltsin, quello ucraino Leonid Kravchuk e il presidente del Soviet Supremo della Bielorussia Stanislav Shushkevich in una dacia appena fuori Brest, in territorio bielorusso ma al confine con la Polonia, non lontano dal confine ucraino

Il primo round di negoziati tra Ucraina e Russia, andato avanti per cinque ore, non ha portato ad alcun risultato, si è svolto nella regione di Gomel, sempre in Bielorussia, ma al confine con l’Ucraina. 

Dai colloqui di oggi non solo il popolo ucraino, ma tutto il mondo si aspetta uno spiraglio di speranza. Dopo una settimana dall’invasione russa, l’Ucraina resiste ma le forze – specie quelle militari – sono più ridotte. Alcuni osservatori hanno parlato nelle ultime ore di duemila morti tra i civili, ieri sera è caduta la città di Kherson, nell’Ucraina meridionale, prima grande città a passare sotto il controllo di Mosca dall’inizio della guerra.

Le forze ucraine si sono ritirate dalla città verso Mykolaiv, a nord-ovest, ha spiegato il sindaco Kolykhaev. Città di circa 300.000 abitanti vicino al Mar Nero, a nord-ovest della penisola di Crimea, Kherson è considerata strategica perché consentirebbe ai russi di controllare una parte più ampia della costa meridionale dell’Ucraina e di spingersi a ovest verso Odessa, importante città portuale.

Il sindaco ha riferito che un gruppo di circa 10 ufficiali russi armati, tra cui il comandante delle forze che attaccano la città, è entrato nell’edificio del Comune. Kolykhaev è stato informato che i russi stanno progettando di istituire una nuova amministrazione simile a quella delle due regioni separatiste orientali di Donetsk e Lugansk.

E mentre nella notte sono proseguiti i combattimenti (Kiev è stata teatro di nuovi raid aerei russi) il presidente americano è tornato a parlare nella notte italiana. “Putin pensava che l’Occidente e la Nato non avrebbero risposto e pensava di poterci dividere”, ha detto. “Si era sbagliato. Ho passato innumerevoli ore a unire i nostri alleati europei. Abbiamo contrastato le bugie della Russia con la verità. E ora, il mondo libero lo ritiene responsabile”.















































































































































































































































































































  • 18:57

    Ci sarà un terzo round di colloqui, Mosca parla di progressi fatti

    La seconda giornata di colloqui tra le delegazioni di Russia e Ucraina non hanno prodotto i risultati sperati, ma Mosca ammette che ci sono stati dei progressi. Un membro della delegazione ucraina, Mykhailo Podolyak: “Il secondo round di negoziati si è concluso e, putroppo, per quanto ci riguarda, non abbiamo raggiunto i risultati sui quali contavamo”. Sarà necessario dunque un terzo round nei prossimi giorni, probabilmente a inizio settimana prossima.

























  • 17:18

    Il colosso petrolifero russo Lukoil chiede una rapida fine della guerra

    La compagnia petrolifera numero due della Russia, Lukoil, ha chiesto una “rapida fine” della guerra in Ucraina. È la prima grande compagnia nazionale a opporsi all’invasione di Mosca nel paese. “Sosteniamo una rapida fine del conflitto armato e sosteniamo pienamente la sua risoluzione attraverso un processo di negoziazione e mezzi diplomatici”, ha detto il consiglio di amministrazione di Lukoil in una dichiarazione. 

























  • 17:16

    Il presidente americano Biden pronto a sanzionare gli oligarchi e loro famiglie

    Il presidente Usa, Joe Biden, è pronto a imporre sanzioni a un certo numero di oligarchi russi e alle loro famiglie. Lo ha reso noto Bloomberg. Le sanzioni saranno in linea con le misure dell’Ue ma più ampie, vieteranno i viaggi degli oligarchi negli Stati Uniti e prenderanno di mira anche i loro familiari. 

























  • 17:07

    Zelensky a Putin: “Parliamoci per fermare la guerra”

    Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky si è detto pronto a un dialogo diretto con quello russo, Vladimir Putin: “Vieni e parliamone, è necessario per fermare la guerra”, ha detto intervistato dalla Cnn. Zelensky, ha esortato i Paesi occidentali ad aumentare il loro sostegno a Kiev, avvertendo che se dovesse cadere l’Ucraina, la Russia attaccherà il resto dell’Europa orientale, a cominciare dai Paesi baltici, “fino ad arrivare al muro di Berlino”. “Se noi spariamo, che Dio ci protegga, i prossimi saranno la Lettonia, la Lituania, l’Estonia…fino al muro di Berlino, credetemi”, ha detto ai giornalisti.

























  • 16:31

    Cominciati i colloqui, le delegazioni si stringono la mano

    È cominciato con una stretta di mano tra le delegazioni il secondo round di colloqui tra Russia e Ucraina. L’incontro si svolge nella regione di Brest, in Bielorussia, al confine polacco. Kiev cercherà di ottenere la creazione di corridoi umanitari, un cessate il fuoco e il ritorno della situazione prima dell’inizio della cosiddetta ‘operazione speciale’. Mosca vuole la demilitarizzazione dell’Ucraina e ottenere il suo status di neutralità.

























  • 15:51

    In Russia chiusa la tv indipendente Dozhd

    La tv indipendente russa Dozhd ha interrotto temporaneamente i lavori dopo che le autorità avevano ne avevano ordinato la chiusura per le sue trasmissioni sull’invasione dell’Ucraina. In precedenza la radio indipendente russa Eco di Mosca aevava annunciato di essere costretta a chiudere dopo che le sue trasmissioni sono state bloccate dalle autorità russe a causa dello stesso motivo. Eco di Mosca e Dozhd erano le ultime testate non governative rimaste nella Federazione.

























  • 15:47

    L’Unhcr annuncia: superato il milione di persone che hanno lasciato l’Ucraina

    In soli sette giorni di conflitto armato, oltre un milione di persone sono fuggite dall’Ucraina e con l’intensificarsi dei combattimenti cresce esponenzialmente di ora in ora il numero dei civili diretti verso i Paesi confinanti e degli sfollati interni. È questo l’ultimo bilancio aggiornato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che nel dettaglio ha censito 1.045.459 ucraini che hanno già lasciato il Paese dall’inizio dell’offensiva russa lo scorso 24 febbraio, di cui il 52,4% è stato accolto in Polonia, ovvero 547.982 persone.

    In Ungheria è arrivato il 12,7% degli ucraini scappati dalle bombe (133.009), nella Repubblica di Moldova sono il 9,4% (97.827), in altri Paesi Ue – tra cui Germania, Francia e Italia – rappresentano l’8,4% (88.147). Civili fuggiti dall’Ucraina si trovano anche in Slovacchia (7,6%, oltre 79 mila), Romania (4,9%, oltre 51 mila), Federazione russa (4,6%, in 47.800) e 374 in Bielorussia. A questi si aggiungono altre centinaia di migliaia di persone che hanno abbandonato le loro case e sono sfollate all’interno del Paese, ma è molto difficile fare una stima precisa poiché l’attuale situazione di sicurezza complica il monitoraggio dei movimenti della popolazione in Ucraina.

























  • 15:32

    La Georgia ha presentato la propria candidatura per entrare nella Ue

    La Georgia ha depositato la sua candidatura all’ingresso nell’Unione europea. Lo ha annunciato il primo ministro georgiano, Irakli Garibashvili, spiegando che “la Georgia è uno stato europeo e continua a offrire un prezioso contributo alla sua protezione e al suo sviluppo”.

























  • 15:26

    Londra a Putin, non è troppo tardi per fermarsi

     Il ministro Della Difesa britannico Ben Wallace ha detto al presidente russo che “non è troppo tardi per fermare” l’invasione dell’Ucraina. Il Regno Unito ha deciso una serie di azioni punitive verso Mosca da quando la Russia ha cominciato l’attacco la scorsa settimana, comprese sanzioni contro le banche. “Il messaggio al presidente Putin è ‘STOP’. Non è tropo tardi per fermare quello che state facendo”, ha detto Wallace durante una conferenza stampa assieme all’omologo estone Kalle Laanet. Le azioni del leader russo sono “illegali” e il ministro ha avvisato Putin del rischio dell’isolamento “per i decenni a venire”.
    “Le sanzioni sono pesanti, la comunità internazionale è unita. La Nato è unita e non accetteremo quello a cui stiamo assistendo in Ucraina”, ha detto il responsabile della DIfesa britannica. “Non è finita qui. Le conseguenze di quello che stiamo vedendo in Ucraina avrà ripercussioni in Europa e nella Nato non solo nelle prossime settimane, ma nei mesi e negli anni a venire”.

     

























  • 15:24

    Le Drian, “È possibile che il peggio sia davanti a noi”

    “Siamo entrati in una logica di assedio, è possibile che il peggio sia davanti a noi”. Lo ha affermato il pministro degli Esteri francesi, Jean-Yves Le Drian intervistato Da France 2. Secondo il ministro le forze russe avevano ipotizzato un blitz, un’entrata rapida che avrebbe permesso a Mosca di avere il controllo dell’Ucraina”. Ora “i combattimenti proseguono per via della forte resistenza ucraina, esemplare e coraggiosa”.
    Secondo Le Drian ora il dialogo e’ impossibile senza un cessate il fuoco: “Non si negozia sotto il terrore, non e’ possibile”. Dal suo canto la Russia si sta isolando completamente dal mondo, ha aggiunto, “nessuno le crede”. È quindi necessario, ha concluso, “che il movimento di solidarietà internazionale prosegua”.

























  • 15:22

    Macron, Putin vuole tutta Ucraina. Il peggio deve ancora venire

    Dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ammesso che “il peggio deve ancora venire” nella guerra in Ucraina. Putin, ha fatto sapere l’Eliseo, ha espresso “la sua grandissima determinazione” a continuare la sua offensiva, il cui scopo è “prendere il controllo dell’intero Paese. 

























  • 15:07

    Bombardate scuole e case a Chernihiv, 9 morti

    In Ucraina, almeno nove persone sono rimaste uccise e quattro ferite sotto il bombardamento russo di due scuole e alcune case nella regione di Chernihiv: lo ha riferito il governatore, Viacheslav Chaus, in un post online: “I soccorsi sono in corso. Secondo i servizi di emergenza pubblici, per ora ci sono nove persone uccise e quattro ferite”. Secondo il Kyiv Independent, nella zona c’erano diverse scuole, asili nido e un ospedale. 

























  • 14:51

    Putin è pronto ad aumentare le pretese nei negoziati

    Nel corso delle telefonata con l’omologo francese, Emmanuel Macron, il presidente russo, Vladimir Putin, ha assicurato che continuerà a combattere contro quelli che ha descritto come nazionalisti in Ucraina e ha affermato che il Cremlino potrebbe aumentare le sue richieste ai negoziati. “La Russia intende continuare a lottare senza compromessi contro i militanti dei gruppi armati nazionalisti”, ha detto Putin, aggiungendo che i tentativi di rallentare i colloqui sul conflitto “porterebbero solo a ulteriori richieste a Kiev nella nostra posizione negoziale”.

























  • 14:50

    La Russia all’Onu: dare armi a Kiev non aiuta verso una soluzione

    Rifornendo l’Ucraina di armi, l’Ue e gli Usa non aiutano a risolvere la situazione dopo l’invasione russa. Lo ha detto l’ambasciatore russo presso l’Onu a Ginevra, Gennady Gatilov. “Chiedo ai rappresentanti degli Stati Uniti e dei paesi dell’Unione Europea quale degli organismi internazionali sui diritti umani a cui aderiscono dice che la fornitura di armi letali rende più facile salvare vite”, ha osservato. Cercando di giustificare le azioni militari del suo Paese in un dibattito di emergenza al Consiglio dei diritti umani dedicato alla guerra in Ucraina, il diplomatico ha ripetuto gli argomenti di Putin sulle presunte gravi violazioni dei diritti della comunità russofona in Ucraina e sull’indifferenza della comunità internazionale nei loro confronti.

























  • 14:37

    Navi russe nel Mar Nero “puntano verso Odessa”

    Nelle acque del Mar Nero, “è stato registrato il movimento di un distaccamento da sbarco della flotta del Mar Nero russa, un distaccamento composto da quattro grandi navi da sbarco accompagnate da tre navi missilistiche, che si muovono in direzione di Odessa”: lo riferiscono fonti ucraine, riprese da un giornalista di Haaretz, Sam Sokol. 

























  • 14:23

    Il sindaco di Mariupol: i russi tentano un assedio come quello di Leningrado

    Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha lanciato l’allarme sostenendo che le forze russe stanno cercando di stringere d’assedio la città portuale ucraina, tagliando elettricita’, acqua, riscaldamento e trasporti.
    “Stanno cercando di creare un blocco, come a Leningrado”, ha affermato il primo cittadino, facendo riferimento all’assedio nazista della seconda citta’ russa durante la Seconda Guerra Mondiale. Colpendo ferrovia e ponti, le forze russe impediscono ai civili di scappare, hanno aggiunto le autorità cittadine. 

























  • 14:15

    Un cargo è affondato nel Mar Nero dopo un’ esplosione

    Un cargo battente bandiera panamente, lo Helt, è colato a picco al largo delle coste ucraine vicino Odessa dopo un’esplosione. Due membri dell’equipaggio sarebbero riusciti a mettersi in salvo mentre quattro sono dispersi.

























  • 14:01

    Mosca, colloqui su demilitarizzazione e neutralità

    I colloquia tra le delegazione ucraina e quella russa si concentreranno principalmente sulla demilitarizzazione e lo status di neutralità dell’Ucraina, in modo che la minaccia alla Russia non possa arrivare da quel territorio: lo ha fatto sapere il Cremlino prima dell’inizio del nuovo round di negoziati, che si terranno in Bielorussia al confine polacco. 

























  • 14:00

    Putin dopo 90 minuti con Macron, “Scambio franco”

    Il presidente russo Vladimir Putin e quello francese, Emmanuel Macron, hanno avuto “un franco scambio di opinioni” sulla situazione relativa all’Ucraina. Lo ha fatto sapere il Cremlino dopo il colloquio tra i due, andato avanti per un’ora e mezza. 

























  • 13:51

    Biden chiede al Congresso 10 miliardi di dollari per la crisi ucraina

    Il presidente Usa, Joe Biden, ha chiesto al Congresso 10 miliardi di dollari (l’equivalente di 9 miliardi di euro) per aiutare l’Ucraina e l’emergente crisi umanitaria nel Paese dopo l’invasione russa. Lo scrive il Washington Post, citando fonti dell’amministrazione: il denaro servirà a rafforzare le difese, proteggere la rete elettrica e assistere ulteriormente gli altri alleati europei. 

























  • 13:45

    Kiev, puntiamo a negoziare “corridoi umanitari”

    La delegazione ucraina punta a negoziare dei “corridoi umanitari” con la Russia nel corso dei colloqui previsti di qui a una paio d’ore in Bielorussia. Lo ha annunciato Kiev. 

























  • 13:43

    Kiev, delegazione in volo verso i colloqui con la Russia

     La delegazione ucraina è in volo in elicottero verso il luogo dei colloqui in Bielorussia, al confine con la Polonia. Lo ha riferito Mykhailo Podolyak, consigliere dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che i colloqui inizieranno “in un paio d’ore”. 

























  • 13:39

    Mosca, pronti a corridoi umanitari per la popolazione

    L’esercito russo è pronto a creare corridoi umanitari per evacuare la popolazione ucraina: lo ha fatto sapere il ministero della Difesa russa. “La parte russa ha già creato tutte le condizioni necessarie per un’evacuazione sicura. Siamo pronti a creare corridoi umanitari appropriati in qualsiasi direzione in qualsiasi momento”. Lo ha riferito il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev in un briefing 

























  • 13:08

    Aiea a Mosca, “cessino azioni” contro siti nucleari

    Appello dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia nucleare, al governo russo: in Ucraina – si legge nella risoluzione adottata dal Consiglio dei Governatori- devono “cessare immediatamente le azioni contro i siti nucleari” messi in pericolo dalla guerra.
    Il testo, proposto da Polonia e Canada, e’ stato approvato a larga maggioranza, ha riferito una fonte diplomatica.In Ucraina ci sono 15 reattori in quattro centrali elettriche e diversi altri siti. Quella di Chernobyl, dove nel 1986 e’ avvenuto il peggior disastro nucleare della storia, e’ caduta nelle mani dei russi la scorsa settimana.
    Le truppe russe hanno preso il controllo anche dell’area intorno alla centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, distante appena 157 chilometri dal confine con la penisola di Crimea, fronte meridionale dell’attacco russo iniziato all’alba del 24 febbraio. Nella vicina città di Enerhodar la gente e’ scesa in strada per proteggere la centrale che ha sei reattori. Le autorità ucraine sostengono di avere ancora il controllo della struttura stessa e che un’unità militare da combattimento è pronta all’interno del perimetro.

























  • 13:00

    La casa automobilistica russa Avtovaz blocca stabilimenti per crisi delle forniture

    Una delle più grandi case automobilistiche russe, Avtovaz, fermerà i suoi stabilimenti di Togliatti e Izhevsk, Russia, sabato e dal 9 al 10 marzo a causa di una pesante crisi nelle forniture di componenti elettronici, ha detto la società. Avtovaz, controllata dalla casa automobilistica francese Renault, aveva già sospeso alcune linee di produzione per un giorno questo mese. La notizia arriva a fronte non solo della grave situazione bellica in Ucraina e delle relative sanzioni alla Russia, ma anche di una precedente, e perdurante, crisi nelle catene di fornitura, in particolare di semiconduttori, che ha colpito il settore automotive a livello globale. 

























  • 12:59

    Macron ha sentito Putin e poi Zelensky

     Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha nuovamente sentito al telefono l’omologo russo, Vladimir Putin, una conversazione durata 90 minuti, prima di sentire anche l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha riferito l’Eliseo. È la terza volta che Macron sente il leader del Cremlino, da quando quest’ultimo ha lanciato l’attacco contro l’Ucraina giovedì scorso. 

























  • 12:41

    La Volkswagen ferma la produzione auto in Russia

    La Volkswagen ha annunciato lo stop alla produzione in Russia negli stabilimenti di Kaluga e Nizni Novgorod, a causa del conflitto in Ucraina. Lo afferma una nota dell’azienda automobilistica tedesca. Allo stesso tempo viene fermata con effetto immediato l’esportazione di veicoli verso la Russia.
    “A causa dell’attacco russo, la direzione del gruppo ha deciso di fermare la produzione di veicoli in Russia”, si legge nella nota di Wolfsburg, secondo la quale “con la vasta interruzione delle attività commerciali in Russia, il consiglio di amministrazione del gruppo trae le conseguenze dalla situazione generale, caratterizzata da una forte incertezza e dagli attuali sconvolgimenti”, si legge ancora nella nota. Ieri era stata la Mercedes Benz ad annunciare un fermo sia della produzione in Russia che uno stop all’esportazione.

























  • 12:40

    Anche il Giappone congela gli asset degli oligarchi russi

    Anche il Giappone congelerà gli asset degli oligarchi russi, a sostegno delle sanzioni finanziarie contro Mosca per l’invasione dell’Ucraina. Lo ha annunciato il primo ministro, Fumio Kishida, che ha definito “oltraggioso” l’aumento dell’allerta della Russia ai suoi sistemi di deterrenza nucleare. “La minaccia delle armi nucleari, per non parlare del loro utilizzo, è inaccettabile”, ha detto Kishida, citato dall’agenzia Kyodo. Nel mirino di Tokyo ci sono 18 oligarchi russi e sette alti funzionari bielorussi, tra cui il presidente, Aleksandr Lukashenko.
    L’annuncio giunge dopo che il ministro delle Finanze di Tokyo, Shunichi Suzuki, ha reso noto il congelamento degli asset di altre quattro banche russe – portando, in totale, a sette il numero di banche russe colpite dal Giappone – in seguito alle sanzioni imposte a Mosca. Il Giappone sostiene la decisione dell’Unione Europea, ha detto il ministro, e “metterà fermamente in atto le sanzioni con gli altri membri del G7”. Le banche prese di mira sono VTB Bank, Bank Otkritie, Sovcombank e Novikombank, con strette relazioni con il governo russo, secondo il ministero delle Finanze giapponese. 

























  • 12:37

    Ue, pronti a escludere da Swift altre banche russe

    La Commissione europea è pronta ad aggiungere altre banche russe all’esclusione dal sistema Swift decisa come sanzione per le azioni militari intraprese da Mosca, “se ci sono sviluppi e se la Russia continua la sua aggressione nei confronti dell’Ucraina”.

    Lo ha dichiarato Daniel Ferrie, portavoce della Commissione europea, nel briefing quotidiano con la stampa. Nelle sanzioni pubblicate ieri nella Gazzetta ufficiale dell’Ue sono state ‘graziate’ alcune banche russe tra cui la Gazprombank e la prima banca russa Sberbank.

























  • 12:22

    Ikea sospende le attività in Russia e Bielorussia

    Il gigante svedese della vendita al dettaglio di mobili Ikea ha annunciato la sospensione di tutte le sue attività in Russia e Bielorussia: la sua decisione avrà riflessi sui circa 15.000 dipendenti, 17 negozi e tre impianti di produzione. “La guerra ha un enorme impatto umano e provoca anche gravi interruzioni della catena produttiva e commerciale, motivo per cui le società del gruppo hanno deciso di sospendere temporaneamente le attività di Ikea in Russia”, ha detto il gruppo in una dichiarazione.

























  • 12:16

    Peskov, gli ucraini non hanno fretta di negoziare

    La delegazione ucraina sta sabotando i colloqui, “non ha fretta di negoziare”: così ha risposto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, guardando al secondo round di colloqui, sul quale da ieri si rincorrono voci. Il secondo faccia a faccia tra le due delegazioni è stato annunciato per ieri sera – e poi rinviato a stamane – dal capo negoziatore russo che ha indicato come luogo scelto la foresta di Belaya Vezha, nella regione di Brest, in Bielorussia, al confine con la Polonia. 

























  • 12:14

    A Kharkiv i russi hanno colpito la chiesa del patriarcato di Mosca

     Bombe russe sulla chiesa di Kharkiv che dipende dal patriarcato ortodosso di Mosca. Lo riferisce, in una intervista al Sir, don Gregorio Semenkov, cancelliere della diocesi cattolica di Kharkiv e parroco della cattedrale. “I russi sono entrati dentro la città. Per fortuna i nostri soldati sono riusciti a respingerli”, racconta, “I combattimenti si svolgono a 30 chilometri da qui, mentre in città arrivano le bombe. È rimasta ancora tanta gente. Qui in curia arrivano molte telefonate: le persone ci stanno chiedendo aiuto, la possibilità di rifugiarsi qui. Molti sono bloccati in stazione. È arrivata anche qui la notizia che una bomba è esplosa vicino alla stazione di Kiev e sono tutti spaventati”. Purtroppo, si contano le vittime. “Ieri – prosegue don Gregorio – hanno colpito una scuola militare e c’erano 50 ragazzi che si erano rifugiati dentro. Sono tutti morti. È stata colpita anche la chiesa ortodossa del patriarcato di Mosca. Non è stata completamente distrutta ma ha subito danni gravi.

























  • 11:55

    Lavrov accusa: l’Occidente pensa alla guerra nucleare

    Il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov ha accusato i leader occidentali di pensare alla guerra nucleare contro la Russia. “Tutti sanno che una terza guerra mondiale può essere solo nucleare, ma attiro la vostra attenzione sul fatto che questo è nello spirito dei politici occidentali, e non in quello dei russi”, ha detto durante una conferenza stampa online. Riferendosi in particolare alle recenti dichiarazioni dei suoi omologhi francese e britannico, Jean-Yves Le Drian e Elizabeth Truss, che evocavano la “dissuasione nucleare” e il rischio di una guerra contro la Russia. In ogni caso, ha detto, “la Russia si baserà sulla dottrina militare nazionale in materia di uso di armi nucleari; si è parlato di una guerra nucleare, ma tali dichiarazioni sono state fatte in Occidente, non a Mosca”, ha assicurato Lavrov.
    “Abbiamo una dottrina militare che specifica i parametri e le condizioni di utilizzo delle armi nucleari. Non dice nulla sull’escalation, nonostante ciò di cui gli analisti occidentali stanno cercando di accusarci”, ha aggiunto. “Si è parlato di una guerra nucleare. Per favore, guardate attentamente le dichiarazioni e i loro autori. Prima è stato il signor Stoltenberg… Poi il signor Zelensky ha detto che avrebbe rinunciato allo status di stato non nucleare”. “Se alcuni elaborano un piano reale di guerra contro di noi, e penso lo stiano facendo, devono riflettere attentamente. Non lasceremo che nessuno ci destabilizzi”. 

























  • 11:55

    Lavrov, telefonata Putin-Macron

    Il presidente russo Vladimir Putin sta parlando al telefono con il presidente francese Emmanuel Macron. Lo ha annunciato durante la conferenza stampa il ministro degli Esteri della Federazione, Serghei Lavrov. “Mentre parliamo, penso sia in corso un’altra telefonata. Saremo felici se questa volta la Francia aiuta a raggiungere un accordo basato sui principi approvati in ambito Osce e più in generale delle relazioni internazionali”. 

























  • 11:52

    Lavrov, colloqui a breve e poi una dichiarazione di Medinsky

    I colloqui fra russi e ucraini in Bielorussia “dovrebbero iniziare a breve” secondo quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. “La situazione dovrebbe essere valutata dopo i colloqui. Non sono ancora iniziati, ma stanno per iniziare. Credo che il capo della delegazione russa che partecipa ai negoziati (Vladimir Medinsky, ndr) farà una dichiarazione quando saranno completati e allora sapremo tutto”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Mosca. 

























  • 11:37

    Il Nobel Muratov: la guerra nucleare è un pericolo concreto

    “Il vero pericolo è la realtà concreta di una reazione nucleare. La paura di una risposta nucleare che è stata espressa da Putin senza ombra di dubbio. Ha detto che la risposta all’Occidente potrebbe essere qualcosa senza precedenti. Qualcosa di mai visto. Questo può essere il vero incubo. Ma io non escludo la possibilità che a un certo punto queste persone saranno tentate a premere il bottone rosso”. Lo ha dichiarato il Premio Nobel per la Pace 2021, Dmitry Muratov, il giornalista russo direttore di Novaja Gazeta, in audizione alla commissione diritti umani al Parlamento europeo. “Ieri ho visitato Mikhail Gorbaciov in ospedale. Ha compiuto 91 anni proprio ieri. Non sta molto bene. E chiaramente non vuole nemmeno ipotizzare lo scenario di una guerra nucleare”, ha aggiunto. “Ma c’è una vera minaccia di guerra nucleare. È stato detto anche dal ministro degli Esteri Lavrov che la terza guerra mondiale sarà una guerra nucleare e penso che si riferisca a ciò che sta già avvenendo nel’Europa centrale”, ha sottolineato il Premio Nobel.


































































































































































































































  • 10:47

    È stato sequestra lo yacht dell’oligarca russo Sechin

    Le autorità francesi hanno sequestrato in un cantiere nel sud del Paese un megayacht di proprietà di una società legata all’amministratore delegato di Rosneft, Igor Sechin. Lo ha riferito il ministero dell’Economia: “La dogana ha proceduto al sequestro dello yacht Amore Vero a La Ciotat, nell’ambito dell’attuazione delle sanzioni Ue contro la Russia”. “Lo yacht appartiene a una società di cui Igor Sechin è stato identificato come il principale azionista”, ha spiegato il ministero. 

























  • 10:43

    Lavrov, una soluzione sarà trovata, servono colloqui

    Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, pensa che una soluzione alla situazione dell’Ucraina sarà trovata. “Naturalmente, una soluzione sarà trovata. Non ho dubbi su questo. Siamo consapevoli dei termini minimi discussi, in particolare, nei negoziati con la controparte ucraina già avviati a Gomel e che dovrebbero continuare oggi”.
    “La delegazione ucraina ha di nuovo trovato una scusa per ritardare i colloqui – ha aggiunto parlando con i giornalisti a Mosca – Devono ricevere istruzioni da Washington, non ne dubito, questo è un paese completamente dipendente. Tuttavia, i colloqui ci devono essere”. 

























  • 10:39

    von der Leyen, un milione in fuga dalle bombe di Putin

    “In queste ore buie la nostra unità e solidarietà con l’Ucraina e le vittime di questa atroce guerra offre un po’ di luce” e “finora almeno un milione di persone hanno lasciato l’Ucraina” per “scappare dalla bombe di Putin lasciandosi alle spalle le loro case e le loro vite, a volte camminando a lungo nella neve con i loro bambini piccoli per cercare sicurezza nell’Unione europea”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa a Bucarest con il presidente della Romania, Klaus Iohannis. “La Romania – ha aggiunto von der Leyen – ha accolto quasi 150 mila persone offrendo loro cibo e rifugio”. “Un grande esempio per il mondo intero”, ha concluso.

























  • 10:38

    Lavrov, i colloqui si dovrebbero tenere oggi

    I colloqui tra le delegazioni russa e ucraina si dovrebbero tenere oggi. Lo ha riferito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov.
    È giallo sul luogo: secondo Minsk, Kiev avrebbe respinto Belaya Vezha come sede dei negoziati e avrebbe chiesto di spostarli in uno dei Paesi vicini. Mosca da parte sua ha escluso qualsiasi possibilità che non sia la Bielorussia.

























  • 10:38

    von der Leyen, oltre 500 milioni di euro in assistenza ai rifugiati

    Per aiutare le persone in fuga dal conflitto in Ucraina “impegneremo almeno 500 milioni di euro dal budget europeo nell’assistenza umanitaria e ovviamente arriveranno altre risorse per affrontare le devastanti conseguenze di questa guerra atroce”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa a Bucarest con il presidente della Romania, Klaus Iohannis.

























  • 10:29

    Cina astenuta a Onu, deplorevole assenza di consultazioni

    La Cina difende la propria astensione dal voto alla risoluzione dell’Onu di condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e lamenta una “deplorevole” assenza di consultazioni preventive tra gli Stati membri delle Nazioni Unite. “È deplorevole che il pertinente progetto di risoluzione votato dalla sessione speciale di emergenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non abbia avuto sufficienti consultazioni tra tutti gli Stati membri in anticipo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, che ha lamentato anche la non considerazione delle circostanze storiche e delle “complesse contraddizioni” dietro l’attuale crisi.
    “L’importanza di esso e l’urgenza di promuovere una soluzione politica e intensificare gli sforzi diplomatici non sono in linea con la posizione e la proposta coerente della Cina. Abbiamo dovuto astenerci dal votare il progetto di risoluzione”, ha proseguito il portavoce, che ha chiesto alla comunità internazionale di “agire in modo responsabile” e di tornare sulla strada della soluzione politica “il prima possibile”. 

























  • 10:26

    Lamorgese, tantissimi in fuga; Italia e Ue solidali

    “Speriamo” che la proposta di attivare la direttiva sulla protezione temporanea dei rifugiati “venga approvata dagli Stati perché è necessario mostrare la solidarietà dell’Europa” dal momento che “i numeri sono elevatissimi” e “l’Italia ha sempre detto che occorre un’Europa solidale e questa è l’occasione per dimostrarlo”. Lo ha dichiarato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari interni che si pronuncerà sull’attivazione della direttiva sulla protezione temporanea per i rifugiati ucraini che scappano dalla guerra. “Bisogna assolutamente che ci sia una linea decisa”, ha aggiunto la ministra, “anche per verificare, laddove trascorsi i novanta giorni” nei quali gli ucraini possono stare nell’Ue senza visto, “la necessità di avere una certezza sull’iter che dovranno seguire coloro che arriveranno nei Paesi europei”. 

























  • 10:16

    Johansson, già quasi un milione rifugiati in Ue

    “Siamo in una situazione davvero molto pericolosa con gli sviluppi in Ucraina. Dobbiamo prepararci all’arrivo di milioni di rifugiati nell’Ue. Già quasi un milione è qui”. Lo ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, al suo arrivo al Consiglio affari interni in corso a Bruxelles.

























  • 10:03

    Letta, Italia ed Europa non sono in guerra con la Russia

    “L’Italia non è in guerra, l’Europa non è in guerra, i nostri Paesi non sono in guerra con la Russia. È importante ribadirlo e dirlo con grande forza”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, parlando con un gruppo di giornalisti a Bruxelles dopo il suo incontro con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Aggiungo anche che la Russia non è Putin, i russi non sono i nostri nemici. Secondo me è molto importante per evitare che si entri in una spirale dalla quale è molto difficile poi uscire”, ha spiegato. “Noi crediamo che vada assolutamente protetta la libertà e l’incolumità del popolo ucraino. Credo che la giornata del discorso del presidente Zelensky al Parlamento europeo abbiamo rappresentanto una svolta nella storia europea e credo che abbia consegnato al Parlamento europeo quello che è sempre stato il sogno di David Sassoli, e quello per il quale David Sassoli e tutti abbiamo sempre lottato, cioé fare del Parlamento europeo la casa della democrazia europea”, ha aggiunto. 

























  • 10:02

    Minsk, Kiev vuole spostare sito colloqui, no di Mosca

    Kiev ha chiesto di spostare la sede del nuovo round di colloqui con Mosca dalla Bielorussia a uno dei Paesi vicini. Lo ha riferito Yury Voskresensky, analista bielorusso vicino agli organizzatori dell’incontro: “Kiev ha respinto Belaya Vezha come luogo per i colloqui. Hanno proposto di spostarli nei Paesi vicini. La delegazione russa è pronta a tenerli solo in Bielorussia per evitare provocazioni”.
    Secondo Voskresensky, la delegazione ucraina non si è presentata nella regione di Brest, in Bielorussia, per i negoziati che erano stati annunciati per ieri sera e poi spostati a oggi.

























  • 09:28

    Parigi, francesi lascino la Russia

    Parigi consiglia “fortemente” ai francesi, la cui presenza “non è essenziale”, di lasciare la Russia. Lo ha riferito il ministero degli Esteri, alla luce dell’invasione ucraina da parte delle forze russe e delle dure sanzioni decretate dall’Occidente contro Mosca. 

























  • 09:25

    La Borsa di Londra sospende gli scambi sui titoli delle società russe

    La Borsa di Londra ha dichiarato giovedì di aver sospeso con effetto immediato la negoziazione dei Global depository receipts (Gdr) di diverse società con sede in Russia societa’ tra cui Rosneft, Sberbank, Gazprom, En+ e Lukoil. Il LSE ha 24 società costituite in Russia che operano in borsa, di cui 17 sospese. I Gdr sono certificati negoziabili emessi da una banca che rappresenta azioni di una società straniera ma scambiate a livello locale. “Dopo le recenti sanzioni in relazione a eventi in Ucraina, alla luce delle condizioni di mercato e al fine di mantenere i mercati ordinati, la Borsa di Londra ha sospeso l’ammissione alla negoziazione degli strumenti con effetto immediato”, ha affermato la LSE in una nota. I prezzi dei Gdr delle societa’ russe sono precipitati in conseguenza del conflitto in Ucraina e delle successive sanzioni. I Gdr di Sberbank a Londra martedì valevano circa un centesimo dopo un calo del 99,9%. 

























  • 09:06

    La Radio indipendente Eco di Mosca costretta a chiudere

    La radio indipendente russa Eco di Mosca ha annunciato di essere costretta a chiudere dopo che le sue trasmissioni sono state bloccate dalle autorità russe a causa della copertura fornita dell’invasione ucraina. Insieme all’emittente tv Dozhd, era l’ultima testata non governativa rimasta nella Federazione. “La maggioranza del consiglio d’amministrazione di Eco di Mosca ha preso la decisione di chiudere la radio e il sito Internet”, ha riferito il caporedattore Alexei Venediktov.
    Il blocco della radio era stato richiesto dalla procura generale russa, la quale aveva accusato le due emittenti, Eco di Mosca e Dozhd, di diffondere “informazioni che incitano ad attività estremiste, violenza e informazioni deliberatamente false riguardanti le azioni del personale militare russo” durante l’invasione dell’Ucraina.

























  • 08:48

    Continua la corsa dei prezzi del grano, mais e soia

    Non si ferma la corsa dei prezzi delle materie prime alimentari sui mercati internazionali. Il future sul grano sale del 7,3% a 11,70 dollari per bushel, livello che non si vedeva dal 2008. Il costo del mais avanza del 3,25% a 7,63 dollari per bushel, sui massimi dal 2013. In aumento del 2,04% il prezzo dellai semi di soia a 17,11 dollari per libbra. Il mercato è alle prese con le pesanti sanzioni e le misure restrittive da parte delle economie occidentali e le esportazioni dal Mar Nero si sono quasi fermate. Inoltre il prolungarsi del conflitto rischia di ostacolare le semine primaverili.

























  • 08:47

    La Germania invierà altri 2.700 missili anti-aerei

    La Germania consegnerà altri 2.700 missili anti-aerei all’Ucraina. Lo ha riferito una fonte governativa, precisando che Berlino “ha approvato un sostegno supplementare all’Ucraina”. Si tratta di missili di tipo Strela, di fabbricazione sovietica, che erano in uso nell’ex Germania dell’est.

























  • 08:46

    Gazprom, spedizioni di gas in Europa in linea con richieste

    Le spedizioni di gas da parte di Gazprom in Europa attraverso l’Ucraina sono in linea con le richieste dei clienti. Lo rende noto la stessa compagnia statale russa del gas. Le richieste si attestano a 109,5 milioni di metri cubi al 3 marzo, sostanzialmente in linea con il livello del giorno precedente.

























  • 08:22

    Separatisti, possibili attacchi mirati contro Mariupol

    Le forze separatiste filo-russe potrebbero lanciare attacchi mirati contro la città di Mariupol se i militari ucraini rifiutano di negoziare la resa. Lo ha affermato il portavoce delle milizie di Donetsk,
    Eduard Basurin.
    Le forze russe, insieme ai separatisti, sostengono di aver circondato la città costiera nel sud del Paese ma le autorità hanno sottolineato che resta in mani ucraine. 

























  • 08:06

    Flussi di gas dalla Russia a Germania via Yamal in drastico calo

    I flussi di gas russi sul gasdotto Yamal-Europa dalla Polonia alla Germania sono diminuiti drasticamente, secondo i dati dell’operatore del gasdotto Gascade. Secondo i dati, le forniture di gas sono scese a soli 598.712 kilowattora all’ora (kWh/h) da circa 17,5 milioni di kWh/ h precedentemente al punto di misura di Mallnow. Ci sono offerte preliminari per forniture in direzione est e ovest tramite il gasdotto per le prossime 24 ore di oltre 6 milioni di kWh/h. 

























  • 07:54

    Orban condanna la guerra, intera Europa lavori per la pace

    “La guerra non può essere accettata per nessuno scopo, e chiunque scelga questa strada riceve la chiara condanna dell’Ungheria”. Lo ha affermato il premier Viktor Orban, in una lunga intervista al sito Mandiner, condannando “l’attacco russo” all’Ucraina. “Dobbiamo tornare al più presto al tavolo dei negoziati, motivo per cui ci siamo offerti di avviare colloqui di pace a Budapest. Ma il punto è  iniziare. Ora l’intera Europa dovrebbe lavorare per la pace”, ha aggiunto Orban.

























  • 07:51

    Orban, nessun veto alle sanzioni, unità Ue essenziale

    “Non porremo alcun veto, non impediremo all’Ue di imporre sanzioni alla Russia. L’unità dell’Ue è essenziale”. Lo ha affermato il premier ungherese , Viktor Orban, in una lunga intervista al quotidiano Mandiner, commentando la guerra in Ucraina.
    Quanto alla “cooperazione energetica con i russi”, ha proseguito il leader di Budapest, “non vi e’ alcun argomento a favore della sua interruzione” e quindi “non appoggio questa mossa”. 

























  • 07:00

    Usa accusa Mosca, in Russia assalto totale ai media

    Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aver scatenato “in patria un assalto totale contro la libertà dei media e la verita'”, bloccando le testate indipendenti e impedendo ai russi di avere notizie dell’invasione dell’Ucraina. “Il governo russo sta anche limitando Twitter, Facebook e Instagram su cui decine di milioni di russi fanno affidamento per accedere a informazioni e opinioni indipendenti”, ha sottolineanto il dipartimento di Stato in una nota.
    “Il popolo russo non ha scelto questa guerra. È stato Putin. Ha il diritto di conoscere la morte, la sofferenza e la distruzione inflitte dal loro governo al popolo ucraino. Il popolo russo ha anche il diritto di conoscere i costi umani di questa guerra insensata per i propri soldati”, ha aggiunto Washington, esortando “Putin e il suo governo di onorare gli obblighi e gli impegni internazionali della Russia, di cessare immediatamente questo spargimento di sangue, di ritirare le sue truppe dal territorio ucraino e di rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali dei propri cittadini”.

























  • 06:59

    Da Mosca ok a voli dall’estero per evacuare stranieri

    La Russia è pronta ad accettare aerei stranieri nei campi d’aviazione del suo territorio che arriveranno per evacuare i cittadini stranieri dall’Ucraina, ha detto il ministero della Difesa russo. “Siamo pronti ad accettare prontamente aerei di stati stranieri presso gli aerodromi della Federazione Russa – la lista di tali aerodromi sarà coordinata di routine – per una possibile evacuazione dei loro cittadini nei territori nazionali dopo che questi cittadini lasceranno il territorio dell’Ucraina”, ha detto il capo del Centro di controllo della difesa nazionale della Russia Mikhail Mizintsev. “Siamo pronti anche per questo lavoro”, ha detto Mizintsev. 

























  • 06:57

    Biden, summit virtuale con Giappone, Australia e India

    Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden terrà oggi un vertice virtuale con i leader degli altri membri del gruppo Quad, Giappone, Australia e India, ha detto Nuova Delhi. La dichiarazione del ministero degli Esteri indiano non ha menzionato la crisi ucraina, dicendo che Biden, Fumio Kishida, Scott Morrison e Narendra Modi avrebbero “scambiato opinioni e valutazioni su importanti sviluppi nell’Indo-Pacifico”

























  • 06:57

    Mosca nega l’espulsione dell’ambasciatore americano

    La Russia non ha espulso l’ambasciatore americano ma sta ancora elaborando misure di risposta all’espulsione di 12 dipendenti della Missione permanente russa presso le Nazioni Unite e di un dipendente del Segretariato delle Nazioni Unite. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, negando le notizie apparse sui media secondo cui la Russia avrebbe adottato la decisione di espulsione dell’ambasciatore americano in Russia John Sullivan. “Stiamo ancora elaborando le misure di risposta”, ha detto Zakharova ai giornalisti.

























  • 06:48

    Appello dal Canada contro la disinformazione russa

    Appello del Canada alla Russia perche’ metta fine alla campagna di disinformazione. Presidente per il 2022 della Feedom Online Coalition, il governo canadese ha pubblicato l’appello firmato da nove nazioni sul sito ufficiale. “Chiediamo la cessazione della conduzione e della sponsorizzazione di campagne di disinformazione e sollecitiamo tutte le parti interessate ad adottare misure attive per affrontare la questione in un modo che rispetti i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto”. La dichiarazione e’ stata firmata dai governi di Austria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Lituania, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti. 

























  • 04:56

    Video Cbs, enormi esplosioni fuori Kiev

    “Le più grandi esplosioni da quando è cominciato”. Lo dice l’inviato della Cbs in un video che la producer Justine Redman ha pubblicato su Twitter in cui si vedono le esplosioni che hanno illuminato il cielo notturno della capitale ucraina. Fra il lampo e il suono passano alcuni secondi.

     

     

























  • 04:56

    Grandi (Onu), un milione di persone via dal Paese

    “In soli sette giorni abbiamo assistito all’esodo di un milione di profughi dall’Ucraina verso i paesi vicini”, lo scrive su Twitter l’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi. “Per molti altri milioni di persone, all’interno dell’Ucraina, è tempo che le armi tacciano, in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria salvavita”. 

     

     

























  • 04:56

    A Kharkiv colpite almeno tre scuole e una cattedrale

    Almeno tre scuole nella seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, sono state colpite da attacchi militari russi il primo marzo, secondo i video e le foto pubblicate sui social media. Lo scrive il sito della CNN che  ha geolocalizzato e confermato l’autenticità dei video e delle foto. Una delle scuole si trova nel quartiere settentrionale di Saltivka; le altre due a poco più di un chilometro di distanza nel quartiere industriale nel sud-est della città.   Le lezioni sono state sospese dall’inizio dell’invasione russa. Non è chiaro al momento se ci siano stati feriti o vittime a causa degli attacchi.

     

     

     Altri video e foto mostrano danni a una cattedrale a una fila di negozi in città. Un certo numero di opere d’arte incorniciate e altri oggetti all’interno della Cattedrale dell’Assunzione di Kharkiv sono stati rotti dalle esplosioni di un attacco al vicino edificio del Consiglio Comunale, come mostrano le foto. Il pavimento è coperto da vetri rotti delle finestre.
        A Saltivka, un video di una testata locale mostra una fila di negozi di fronte a un condominio distrutto dagli attacchi militari. Si vede anche un edificio vicino in fiamme.

























  • 04:56

    Toyota chiude impianto di san Pietroburgo

    Toyota annuncia la sospensione delle operazioni nella sua unica fabbrica in Russia e ha smesso di spedire veicoli nel paese, citando “interruzioni della catena di approvvigionamento” legate all’invasione russa dell’Ucraina.
        La casa automobilistica aggiunge che il suo stabilimento di San Pietroburgo ha prodotto circa 80.000 veicoli l’anno scorso, principalmente per il mercato russo e che rappresenta solo una frazione dei 10,5 milioni di veicoli prodotti nel mondo dal gruppo giapponese. “Toyota Motor Russia interromperà la produzione nel suo stabilimento di San Pietroburgo dal 4 marzo e ha fermato le importazioni di veicoli, fino a nuovo avviso, a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento”, ha detto la società in un comunicato.
        L’impianto di San Pietroburgo impiega circa 2.600 persone, ha detto una portavoce di Toyota, confermando che l’interruzione è legata al conflitto.

























  • 04:56

    Biden sul voto all’Onu, il mondo rifiuta le bugie della Russia

    Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden commentato il voto dell’Onu sull’invasione dell’Ucraina: “il mondo rifiuta le bugie della Russia” e ha mostrato “un’unità globale senza precedenti” con il voto “schiacciante” a favore di una risoluzione che condanna Mosca all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
        Biden accusa la Russia di essere responsabile di “devastanti abusi dei diritti umani” in Ucraina. “Il mondo rifiuta le bugie della Russia”. “Tutti possiamo vedere cosa sta succedendo con i nostri occhi (…) la crisi umanitaria internazionale che stiamo guardando svolgersi in Ucraina in tempo reale”, ha detto.
        Secondo Biden, il voto mostra “la grandezza dello sdegno globale contro l’orribile attacco della Russia contro un vicino sovrano” e “l’unità globale senza precedenti”. Non c’è spazio per scuse o equivoci”, ha sottolineato, “la colpa è della Russia”.






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    Zelensky a Putin: “Parliamoci per fermare la guerra”. Ci sarà un terzo round di colloqui

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