Zlatan accelera, il Milan lo chiama: Ibra è importante anche dalla panchina

Porta sempre leadership ed entusiasmo: Ultimi tentativi per averlo già a Napoli, ma non ha ancora lavorato col gruppo

Un leone in gabbia, definizione banale ma perfettamente adattabile al caso di Zlatan Ibrahimovic, che sta vivendo una quarantena calcistica vera e propria, visto che non gioca dal 23 gennaio, Milan-Juve 0-0. E le partite saltate sono state tante anche prima, perché questa stagione, cominciata con la necessità di recuperare dopo l’infortunio al ginocchio sinistro, non è stata semplice. Ibra il superuomo è diventato più calmo e riflessivo, predica pazienza. Intanto in queste settimane si è mangiato le mani in tribuna a San Siro. Anche ieri si è allenato separato dal gruppo a Milanello, ma la sfida a se stesso è lanciata. Pazienza, d’accordo, ma uno come Zlatan non si può snaturare neppure a quarant’anni. E sta tentando in tutti i modi di recuperare per la partita con il Napoli. Senza rischiare, ma anche senza aspettare troppo, perché non è nel suo carattere.

IMPAZIENZA

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Zlatan è stato protagonista nella stagione passata a Napoli, con una doppietta e tante altre belle cose. Difficilmente potrà scendere in campo al Maradona, ma le speranze sue, e soprattutto del Milan, restano vive: se oggi e domani Ibrahimovic riuscirà a lavorare con i compagni, anche soltanto in parte, è probabile che venga convocato per Napoli, visto che si tratta di un leader, non capitano di fascia ma di fatto. La sua presenza potrebbe aiutare il Milan nella sfida che conta tanto nella corsa scudetto, anche se c’è chi gioca a nascondersi. Ibrahimovic no, lui non si nasconde mai. Non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni, recentemente ha anche ripetuto «non mi muovo finché non vinco con questa squadra». Magari non si muoverà neppure dopo, perché il Milan è pronto a offrire un altro contratto al quarantenne fuoriclasse svedese. Soldi e firme non sono il problema. Zlatan ormai gioca essenzialmente per divertirsi e a Milano dopo tanto girovagare ha trovato una vera casa.

SENSAZIONI

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Zlatan è sempre più a suo agio nel tessuto del Milan, tanto che nell’ambiente del calcio si parla ormai spesso di un suo futuro incarico da dirigente. Il futuro però è adesso e Ibrahimovic vuole farsi trovare in forma per il rush finale in campionato: vuole rientrare prima possibile e partecipare a una volata scudetto che si annuncia più serrata che mai. Ibra ama vincere e per temperamento e cultura calcistica non si tirerebbe indietro di fronte alla possibilità di conquistare uno scudetto di corto muso, per dirla alla Allegri, allenatore con il quale ha vinto quello che per ora resta il suo ultimo campionato italiano. Vicinanza filosofica e bisticci occasionali, questo resta del loro rapporto. Sono passati più di dieci anni e Ibrahimovic vuole aiutare il Milan a vincere un altro titolo.

MISSIONE (IM)POSSIBILE

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Il tendine d’Achille non gli ha dato tregua in questa stagione, però già potersi aggregare alla squadra nel big match contro il Napoli sarebbe un bel risultato. E per questo risultato Ibra sta lavorando ancora più intensamente in questi giorni. Leao è diventato un piccolo principe, Giroud ha segnato la doppietta contro l’Inter che ha cambiato il volto al campionato, ma il Milan ha bisogno del totem. In campo o anche in panchina, che già così Zlatan potrebbe magari trasferire qualche nozione ai suoi seguaci.

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Zlatan accelera, il Milan lo chiama: Ibra è importante anche dalla panchina

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